Istruzioni per l’uso 27 Settembre 2007
Posted by DocEmmettBrown in Generale.1 comment so far
Ecco, allora, visto che sono iniziate le lezioni dell’ultimo anno, considerato che lo stress sta ricominciando a salire, stilo qui un “Libretto di istruzioni dello studente pendolare“, ovvero una sorta di decalogo di cose che lo studente pendolare medio odia e che sono controindicate, poichè possano essere evitate ai posteri.
- Lo studente pendolare deve dormire in treno. Notoriamente si alza molto presto per prenderlo, ad ore in cui la gente normale è ancora in pieno conteggio di pecore e l’overflow è ancora decisamente lontano. Lo studente richiede quindi un minimo di rispetto, ed eventuali disturbi quali il gruppo di negretti che, avendo ingoiato un Low Noise Amplifier, parlano con un volume che si aggira sui 100dB sul treno delle 6.50, non sono tollerati.
- Lo studente pendolare vorrebbe dormire in treno. Dal momento che i negretti di cui sopra ad un certo punto scendono, lo studente ce riprova. Ma a questo punto salgono alcuni particolari personaggi, a 2 passi dalla città, che fanno svegliare mezzo treno perchè devono sedersi quei 5 minuti che servono per arrivare in città, scartando tutti i posti liberi e ambendo ad occupare quell’unico sedile irraggiungibile ai più (e sconsigliabile ai meno), la pietra filosofale dei sedili. Lo studente pendolare si astiene dal commentare.
- Lo studente pendolare, abbandonato il treno, usa una cosa grossa, arancione, e a forma di frigorifero ribaltato che si chiama “autobus”. Lo studente pendolare sa leggere, e chiederebbe che le simpatiche vecchine scese in città durante la notte (come le lumache) e che vogliono tornare a casa (alle 8 di mattina “tornare a casa”!!!) sapessero fare altrettanto, evitando di prendere gli autobus marcati come “scolastici” e poi lamentandosi della presenza dei suddetti studenti (“sto zinque qua l’è sempre pien“).
- Lo studente pendolare ed, in generale, lo studente, odia i cambiamenti di orario. Tutto all’inizio sembra bello, come nelle migliori favole, un incastro perfetto tra le lezioni che è l’orgasmo di ogni appassionato di tetris, il cielo è blu e il sole splende. Poi, all’improvviso, l’inferno. Quest’ora la sposto qui, quell’altra lezione la butto lì, questa la metto la e questo te lo metto dove sai. Così lo studente, avendo già le vie posteriori occluse, deve pure destreggiarsi tra minipause e spostamenti vari, tentando di procurarsi al mercato nero il dono dell’ubiquità.
Tale elenco non è sicuramente esaustivo, ed invito i colleghi ad ampliarlo nei commenti a loro piacimento. Tale decalogo verrà quindi scolpito in una grossa lastra di pietra posta all’ingresso del futuro polo scientifico di Povo, sotto il motto “Trenitalia semper ritardum est” (e non rompete le balle sul latino, è latino di Povo).
